DA NEPI A FALERI NOVI

Da Nepi, imboccando via San Paolo, si segue l’antica via Amerina e, dopo 900 m, si raggiunge un cancello che dà accesso ad un’azienda agricola. Da qui, attraverso una tagliata si arriva al Rio Vicano, superato il quale, il percorso risale verso nord fino alla vicinale. Continuando, verso nord, si scende, tramite un’altra tagliata, fino al torrente Fossitello. Si risale, seguendo la direzione nord, fino al bosco dell’Isola. Giunti sul pianoro si volta a destra e un bel sentiero nel bosco conduce, dopo 1 km, alla base del castrum di Torre dell’Isola (IsolaConversinaTorre Stroppa). Per raggiungere l’insediamento, si risale un sentiero sulla destra. Continuando sul percorso principale, dopo 200m, si discende fino al torrente; sulla sinistra le tracce del ponte dell’antica via. L’Amerina risale, con una tagliata incisa da sepolture, fino alla moderna SP 149 Nepesina inlocalità San Lorenzo; attraversando la strada, si procede verso sinistra per 50m e poi si volta a destra, prendendo una strada sterrata. Percorsa la prima tagliata, si raggiunge il tratto dell’Amerina denominato Tre Ponti: l’eccellente lavoro, condotto dai volontari del Gruppo   Archeologico diretti dalla Soprintendenza, ha recuperato l’antica pavimentazione a lastre di basalto, le crepidini, gli argini della massicciata, le opere di drenaggio e i ponti sul fosso Tre Ponti e sul fosso Maggiore; numerose le tombe emerse dalle tagliate, con interessanti monumenti funerari, tra cui quello afregiodorico; sul costone della forra di fosso Maggiore, sepolture monumentali a portico(tombadellaRegina),anticipano il tratto del Cavo degli Zucchi, con alcuni grandi colombari. Alla fine della tagliata del Cavo degliZucchi si segue, verso nord, una siepe, finoal rio Calello (resti del ponte antico), dopo il qualesi giunge, con una tagliata, nel ParcoFalisco. Si prosegue, in linea retta, peraltri 250m, sino a giungere al rio Purgatorio (mausolei,necropoli). Si può arrivare a FaleriiNovi o attraversando il corso d’acqua oppure tornando indietro, attraversando il Parco Falisco e seguendo la strada comunale per 1.3km

 

Isola Conversina

La scenografica Torre dell’Isola Conversina, presso Nepi, è sulla sommità del promontorio tra il fosso dell’Isola e il Fossitello, protetto da un profondo vallo; nei pressi, tratti della cinta muraria,con il borgo e la chiesa di S.Pancrazio. Il Castrum Insulae, a protezione della via Amerina, fu abitato sin dall’antichità,ma nel periodo romano il sito fu abbandonato, sino alla ripresa medievale, coincidente probabilmente con la fortificazione bizantina del distretto nepesino. L’Insula Conversina, affidata al monastero dei SS.Cosma e Damiano (989) insieme al mulino annesso,si consolidò durante l’incastellamento; il CastrumInsula Conversina, dalle tassazioni del XIV secolo risulta però in decadenza, tanto che nel 1427, dopo essere stato feudo degli Orsini e dei Colonna,viene definito inhabitatum, con gli edifici e le torri dirute. Attualmente, dell’originario insediamento, sono benvisibili i resti della Torre,con modanature in terracotta,che si staglia con forte evidenza nel paesaggio circostante:la vegetazione spontanea,alla base del pianoro, fornisce adeguata cornice all’antica struttura, memoria emblematica degli insediamenti castellani del comprensorio.

 

FALERII NOVI

Falerii Novi, compresa nel territorio del comune di Fabrica di Roma, fu fondata per accogliere gli abitanti superstiti di FaleriiVeteres, la capitale falisca conquistata e distrutta dai romani nel 241 a.C.Alleata di Roma e municipio nel I secolo a.C., conservò i caratteri originari, fu patria della moglie del poeta Ovidio e legataalla famiglia dell’imperatore Gallieno.

Distrutta dai Normanni nel sec.XI, ospitò nello stesso periodo un’importante abbazia romanica (S.Maria di Fàlleri ). Le mura perimetrali, munite di torri quadrate e protette in parte dal vallo artificiale, definivano lo spazio urbano ed erano coronate da una fascia in aggetto. Quattro porte permettevano l’accesso allo spazio urbano: di queste resta in funzione la porta Cimina, detta anche porta Giove; mentre l’uscita settentrionale coincideva con il percorso della via Amerina, cardo della pianta urbana. Entrando da Porta Giove, dopo gli edifici pertinenti all’abbazia, si nota sulla sinistra la chiesa di S.Maria di Fàlleri, recentemente restaurata, a tre navate con transetto e cinque absidi semicircolari; l’intervento dei Cosmati, Jacopo e Lorenzo, nel decorarne portali e arredi, anticipa la loro partecipazione nel vicino Duomo di Civita Castellana. Proseguendo verso est, oltre la chiesa, interventi di scavo hanno messo in luce parte di un’ insula, un tratto del decumano della cittàe della via Amerina (cardo). Nella zona sud-est la PortaBove, dalla testa bovina scolpita nel concio di chiave; fuori delle mura, a destra della porta nord, resti di un mausoleo in opera cementizia e dell’anfiteatro.

Fuori del perimetro urbano le necropoli (Pian diCava e Pontoni;TreCamini), tra le quali la Tomba delPeccato; a sud-ovest le catacombe dei SS.Gratiliano e Felicissima; nei pressi la chiesa di S.Gratiliano.

 

Intinerario 5a dall'amerina a CIVITA CASTELLANA

L’itinerario inizia al km 7,600 della SP 149 Nepesina, con la vicinale di Pianavella. Si percorre la strada asfaltata e dopo 600 m, prima di un bivio, si intercetta la via Amerina che, a destra, risale dalla valle del rio Vicano e, a sinistra, scende verso la valle del Fossitello. Proseguendo,si volta a sinistra. Si percorre la vicinale per 1100 m fino ad incrociare, dopo una cava di tufo abbandonata, un’altra vicinale, che si segue, scendendo sulla destra, per raggiungere, dopo 250 m, la strada che proviene da Castel Sant’Elia. Si prende quest’ultima in salita, verso sinistra, passando accanto ad una cava di tufo abbandonata. Si segue questo percorso di crinale, passando alla sinistra di numerose cavee, dopo 1,900km, si giunge ad un bivio in prossimità di una sbarra, dove si prende il sentiero di destra. Dopo 850 m, si giunge in un ampio slargo, dove la strada volta sensibilmente a sinistra. Prendendo il sentiero di destrasi prosegue per i ruderi di Pizzo Iella (itinerario 5a).Continuando verso sinistra, attraverso il bosco,il sentiero scende per 550m, verso la valle, fino a raggiungere il corso del rio Vicano, attraversato il quale si segue la sponda destra di rio Filetto, fino all’ampia valle ai piedi di Civita Castellana. Per raggiungere la sommità si passa accanto alla chiesa della Madonna delle Piagge, su un antico percorso, costeggiando ambienti ipogei. Sul pianoro, l’antica Falerii, capitale dei falisci, la cui importanza è testimoniata dai reperti conservati nel Museo di Villa Giulia a Roma e nel Museo Archeologico dell’AgroFalisco a CivitaCastellana.

Entrati nell’area urbana di Civita Castellana un breve tragitto porta al Forte Sangallo, con il Museo Archeologico dell’Agro Falisco. Nei pressi, piazza del Duomo,con la cattedrale di S.MariaAssunta; in PiazzaMatteotti, fulcro della vita cittadina, fontana del XVI secolo e ai lati, palazzetti medievali e rinascimentali; sul lato ovest, il PalazzoComunale; di fronte ,la chiesa di S.Francesco.

Percorrendo via Ferretti, a destra, la chiesa di S.Giorgio, attigua all’Istituto Statale d’Arte,sede del Museo della Ceramica; nei pressi, MonumentoaiCaduti,di Silvio Canevari (1925); proseguendo lungo la stessa via, a sinistra, la chiesa di S.Maria dell’Arco. Sul percorso che porta alla Flaminia, la Porta Borgiana; di fronte, la collina di Vignale, con resti del santuario dell’acropoli (cisterne,grottone); in località Celle, resti del santuario falisco dedicato a GiunoneCurite.

(5a) Pizzo Iella

L’itinerario inizia al km 7,600 della SP 149 Nepesina, con la vicinale di Pianavella. Si percorre la strada asfaltata e dopo 600 m, prima di un bivio, si intercetta la via Amerina che, a destra, risale dalla valle del rio Vicano e, a sinistra, scende verso la valle del Fossitello. Proseguendo, si volta a sinistra. Si per- corre la vicinale per 1100 m fino ad incrociare,dopo una cava di tufo abban- donata, un’altra vicinale,chesi segue,scendendo sulla destra,per raggiunge- re, dopo 250 m,lastradache proviene da CastelSant’Elia.Si prende quest’ul- tima in salita,verso sinistra,passando accanto ad una cava di tufo abbando- nata. Si segue quindi questo percorso di crinale, passando alla sinistra di numerose cave e, dopo 1,900 km,senza mai voltare,si giunge ad un bivio in prossimità di unasbarra esi prende il sentiero di destra.Dopo 850 m,si giun- ge in un ampio slargo, dove la strada svolta sensibilmente a sinistra. Prendendo il sentiero di sinistra,si raggiunge CivitaCastellana (itinerario 5), andando verso destra,si prosegue per i ruderi di Pizzo Iella.Il sito si raggiun- ge costeggiando il costone tufaceo in direzione est,dopo circa 250 m.

Il sito di Pizzo Iella, di origini falische,è arroccato sulla sommità del piano- ro tufaceo generato dall’erosione del fosso di Malnome. Una tagliata nello sperone tufaceo facilita l’accesso allasommità esvolge la funzione di vallo, isolando il centro abitato.L’accesso comunica con il percorso di fondovalle, ai lati del quale si evidenziano probabili camere della necropoli falisca.

Il luogo risulta frequentato in età diverse, anche se i resti ancora visibili devono assegnarsi al periodo medievale: una torre conserva inalterata la robusta conformazione della struttura strategica; all’interno del probabile recinto fortificato,si notano alcuni vani ipogei destinati a fini abitativi.