Castel D’Ischia - Castel Sant’Elia ( VT ) - 01030

La Tagliata di Castel D’Ischia

Ai piedi di Monte Ulivo, posto sull’estremità di uno sperone tufaceo, il sito medievale di Castel d’Ischia, sorge sui resti di un antico pagus falisco come fanno intuire i resti di alcune mura, tombe adibite poi ad abitazioni, e cisterne.

I sentieri e le strade che conducono a questo insediamento sono diversi ma poco segnalati. Il modo più semplice provenendo da Nepi, è quello di seguire la SP 38 Settevene sino al km 2,500, per poi svoltare a sinistra in via la Massa e proseguire sempre dritti in questa strada sterrata di campagna. Dopo aver costeggiato il bosco che da il nome a questa via, si arriva ad un incrocio di tre strade, si prende la centrale e dopo aver affiancato campi e pascoli per circa 1 km, si svolta a destra per poi proseguire dritti. Giunti dinnanzi ad una sbarra con accanto un pannello esplicativo del sito, bisogna lasciare il proprio mezzo di trasporto, mountains bike esclusa, e proseguire a piedi. Non appena si inizia a discendere il sentiero, si rimane veramente meravigliati e sbalorditi dallo splendido scenario che si apre davanti ai nostri occhi: delle gole profondissime squarciano il terreno circostante il pianoro dove sorge il castello. Improvvisamente sembra di essersi ritrovati sopra l’altura di un immenso Canyons americano, soltanto più ricco di fauna e vegetazione , dalle diverse tonalità di colore. In lontananza, nelle giornate in cui non soffia il vento, si sente il rigoglioso scorrere dell’acqua tra i cinguettii delle varie specie di uccelli presenti. Sullo sfondo il monte Soratte svetta maestoso e solitario, e ciò rende ancora più suggestivo e pittoresco il superlativo scenario che si ha di fronte. Queste gole così profonde sono chiamate forre e la loro fitta vegetazione fa smarrire l’orizzonte. Esse rappresentano l’elemento naturalistico più caratterizzante dell’Agro-falisco soprattutto nei comuni di Corchiano (Monumento naturale delle Forre), Civita Castellana, Nepi, Castel Sant’elia, Faleria, Nazzano, Calcata e Mazzano Romano. In questi luoghi la vegetazione, l’acqua e la storia interagiscono tra loro, creando dei paesaggi veramente unici. Nei percorsi di fondovalle lo spazio si restringe , si fa minimo ed è proprio in questi luoghi che l’uomo primitivo aveva già individuato quegli elementi che gli avrebbero garantito la sua sopravvivenza: cibo ed acqua. Tutte le forre infatti, sono attraversate da torrenti che nascono dal bacino idrografico del lago di Vico(monti Cimini) e di Bracciano(monti Sabatini). Questi corsi d’acqua hanno ricavato il loro percorso erodendo i tufi di origine vulcanica depositati sugli antichi fondali marini del pliocene ed è per questo motivo che è molto facile trovare ancora oggi dei fossili di conchiglie marine  nella parte bassa del costone della forra. Tutto il territorio compreso tra nord-est e sud-ovest, alla base del cono che ospita il vulcano di Vico, si presenta come un’alternanza di pianori e profonde gole che giungono sino alla valle del Tevere. La forra può raggiungere la profondità di 100 m, mentre l’alveolo del torrente, guadabile quasi ovunque, si allarga solo di alcuni metri nel fondovalle.

Si prosegue il sentiero che costeggia una di queste meraviglie fino ad arrivare ad un bivio: se si sceglie di prosegue dritti si arriva al castello, se invece si prosegue a destra si scende nel fondovalle attraverso una splendida tagliata nel tufo di origine falisca e sulla quale ancora oggi è possibile leggere delle antiche iscrizioni purtroppo negli anni manomesse dall’ignoranza delle persone. Lungo la discesa verso il torrente è possibile risalire sul pianoro attraverso una più stretta e seminascosta tagliata che termina il suo percorso proprio dinnanzi all’antico insediamento medievale.

Proseguendo il sentiero principale si arriva finalmente al castello. Qui c’è una grande delusione: esso risulta infatti in pieno stato di decadenza e circondato da piante infestanti. Varcato il sempre presente vallo difensivo si arriva alla porta d’ingresso della fortificazione. In questo punto guardando bene la parte alta dell’arco è ancora oggi visibile una roccia forata al cui interno veniva inserito il perno della porta di ingresso della fortificazioni. All’interno del suddetto centro medievale sono visibili ancora oggi i resti di molte strutture ricavate dal tufo di origine falisca e riutilizzate poi in epoca medievale come abitazioni,magazzini e cisterne. Proprio per la presenza di quest’ultime bisogna prestare molta attenzione a dove si mettono i piedi, in quanto le loro aperture nel suolo rimangono nascoste dalle sterpaglie. Una di queste strutture posta lungo il vallo difensivo interno all’insediamento e molto probabilmente riutilizzata in epoca medievale come magazzino, presenta un’interessante decorazione su di un pilastro posto al centro di essa. Sull’altro lato del vallo interno è presente una piccola struttura a falsa cupola rivestita da blocchi di tufo squadrati (foto sotto), molto probabilmente una cisterna risalente al periodo tardo falisco. Presenti inoltre anche strutture murarie ed una torre quadrangolare priva di aperture originarie.

Espugnare questa fortificazione non doveva essere una cosa facile, vista la sua posizione strategica. Se la si guarda dall’alto infatti si può ben vedere come essa sia costruita sull’estremità del pianoro, proprio dove questo assume una forma triangolo allungato delimitato per due lati da profondissime forre, alte circa 80 metri. Il sito risultava dunque raggiungibile soltanto in un punto, ben difeso, oltretutto, da un vallo artificiale.

Per ciò che concerne l’aspetto storico del suddetto sito, come già visto per altri centri medievali dell’agro-falisco, non si hanno molte notizie, se non quelle legate all’elenco degli abitanti soggetti alla tassa del sale e focatico, risalente al XIV secolo. Altre informazioni riguardanti questa fortificazione sono rintracciabili in un documento del 1549 riguardante gli Anguillara, in cui il sito risulta già in disuso.

Consiglio vivamente ai lettori di visitare questo straordinario sito in cui la storia e la natura si fondono creando uno scenario davvero unico ed emozionante!





Richiedi Informazioni

Le Forre Di Corchiano – Oasi WWF

Un ambiente naturale selvaggio, ricco di bellezze naturalistiche e di importanti testimonianze del passato Il Monumento naturale Forre di...

La Forra Del Fiume Treja

Benché il paesaggio dell’Agro Falisco appaia in lontananza come un’unica e piatta vallata, mossa solo da modeste collinette, l’immagine di...

La Forra Di Rio Maggiore

Civita Castellana, sorge su di un pianoro tufaceo a 147 mt s.l.m., lambito da due corsi d'acqua, il Rio Maggiore e il Rio Vicano. Il 27 ottobre...

Da Corchiano a Vasanello

Dalla Madonna del Soccorso, si segue l’Amerina, in una tagliata, fino alla SP San Luca.Da qui,attraverso un noccioleto, dopo 300msi arriva al...

Da Faleri Novi a Corchiano

Dopo Falerii Novi, il percorso segue la strada comunale fino alla frazione di Falerii. Attraversata la SP Faleriense, dopo 500 m si raggiunge lo...

Da Nepi A Faleri Novi

Da Nepi, imboccando via San Paolo, si segue l’antica via Amerina e, dopo 900 m, si raggiunge un cancello che dà accesso ad un’azienda...

La Tagliata Dei Cavoni Nepi

Le “Forre”, che rappresentano l'elemento geomorfologico caratteristico del territorio, sono delle larghe valli delimitate da pareti...

La Tagliata di Castel D’Ischia

Ai piedi di Monte Ulivo, posto sull’estremità di uno sperone tufaceo, il sito medievale di Castel d’Ischia, sorge sui resti di un...

La Tagliata Fantibassi

Posta poco fuori il centro abitato di Civita Castellana, nei pressi della via Nepesina, la cava buia Fantibassi rappresenta uno dei maggiori esempi...